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Da sogno a realtà

9 Feb

Rekha ha 13 anni e nel 2014 è stata trovata sola dagli operatori di CINI seduta alla stazione di Siliguri. La bambina vive con i due genitori, i due fratelli e le due sorelle in una casa vicina alla stazione, il padre guida il rickshaw mentre la madre fa la casalinga.

Quando è stata intercettata, Rekha ha detto agli operatori che stava aspettando il suo “padrone“, per il quale lavorava come domestica e babysitter. Il trattamento riservatole dal sue datore di lavoro era spesso violento, arrivando fino al punto di picchiarla ripetutamente. Rekha appariva quindi molto agitata. All’arrivo dell’uomo gli operatori hanno verificato la storia della bambina, notificandogli la sua possibile incriminazione per abusi su minori.

Rekha è stata quindi riaccompagnata a casa dagli operatori di CINI che hanno parlato con i genitori, i quali hanno però negato di essere a conoscenza del lavoro della figlia e degli abusi ricevuti. Il dialogo con loro è proseguito anche nei giorni successivi, grazie al supporto di uno psicologo il padre di Rekha ha finalmente dato il permesso alla figlia di frequentare il centro doposcuola di Bagicha, gestito da CINI. Per un anno Rekha è andata al centro regolarmente, ha giocato con i suoi coetanei e ha potuto usufruire di assistenze e cure mediche. Finalmente, nel 2015 è riuscita ad essere reinserita nella classe quarta della scuola elementare di Vivekananda. Al momento sta continuando i suoi studi: è brava, motivata e partecipa con gioia anche alle attività extrascolastiche come la danza. La sorella più piccola, vedendo gli ottimi progressi di Rekha, ha cominciato anch’essa ad andare al centro doposcuola. Questo ha fatto sì che non finisse per strada a raccogliere stracci, come molti bambini e bambine indiani. Nel 2016, quando Rekha è venuta a sapere che sua sorella aveva abbandonato gli studi, si è diretta subito a scuola, ha parlato col direttore e ha fatto iscrivere nuovamente la sorella.

Oggi Rekha si sente responsabile non solo del proprio percorso educativo, ma anche di quello della sorella, assicurandosi che vada regolarmente a scuola. “Mi piacerebbe un giorno far parte dello staff del centro ed essere in grado di aiutare altri bambini ad essere reinseriti a scuola, proteggerli dalle strade e dal lavoro minorile” – ha concluso Rekha.

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