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Holi, il festival dei colori in India

28 Mar

Holi, o il festival dei colori, è una festa religiosa che si svolge ogni anno in India. Si tratta di una delle feste più colorate e vivaci del Paese, dove ciascuno dei partecipanti si libera da costrizioni e si lascia trasportare dall’euforia. Così, tra musiche e balli, polveri colorate mescolate all’acqua vengono gettate sulle folle che si riuniscono per le strade. Alla fine della giornata, ciascuno si ritrova con la faccia verde, blu, gialla, rosa, rossa, viola e chi più ne ha più ne metta!

Questa festività celebra la vittoria del bene sul male, la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera, la rinascita interiore dell’uomo. È un rituale induista, dove ci si lascia alle spalle il passato, perdonando chi ha commesso qualche sgarbo e abbracciando la vita in tutta la sua bellezza.

Le origini del festival

Alcuni dicono che il festival prenda il nome dal vocabolo “Holi” che significa “brucia“: i festeggiamenti, infatti, iniziano proprio con un falò. Altri, invece, dicono che “Holi” sia il diminutivo di “Holika“, un demone di cui narra la tradizione.

Secondo la leggenda indù, infatti, questo festival avrebbe le sue radici in un episodio cruento, nato da un litigio tra il demone Hiranyakashyap e suo figlio, Prahlad. Si narra che il demone si alleò con la sorella Holika, anche lei un demone noto per il suo potere sul fuoco, per uccidere il figlio. Il padre, infatti, odiava Prahlad perché questi si dichiarava fedele al dio Vishnu, piuttosto che onorare suo padre, anche lui una divinità immortale. Il demone, quindi, progettava di bruciare il figlio in un rogo, in cui Holika avrebbe tenuto con sé il ragazzo. Ma, grazie alla protezione di Vishnu, Pradhal si salvò, mentre la zia Holika finì bruciata.

Un’altra leggenda, più leggera e spensierata, vuole invece le origini del festival dei colori legate a Krishna. Si narra, infatti, che Krishna, ossia una delle emanazioni della divinità indù, si divertisse ad importunare le giovani ragazze gettando loro addosso un misto di acqua e colori. Nel tempo, poi, questa tradizione è stata trasformata in cerimonia religiosa.

I festeggiamenti per Holi, il festival dei colori

Qualunque sia la storia delle origini del festival, Holi si celebra nei giorni vicino all’equinozio di primavera, in un giorno di plenilunio. La data non è fissa, ma varia ogni anno a seconda del calendario induista. Nel 2020, Holi è appunto il 28-29 marzo. Il festival oggi è celebrato in tantissimi Paesi. Oltre all’India, infatti, la festa ha avuto uno sviluppo in Nepal e nelle zone del mondo dove vivono gruppi di indiani, ma anche negli Stati Uniti e in Europa. Qui, Holi è diventato la celebrazione della primavera, dei colori e dello scherzo.

Il festival dei colori inizia con l’accensione, la notte prima del giorno Holi, di un falò. Su questa grande pira ciascuno dovrà ritualmente depositare tutti i dolori e i dispiaceri dell’anno passato. Si posiziona, poi, un recipiente colmo di semi d’orzo del nuovo raccolto sotto il falò. Via via che il fuoco tosta i semi, le persone li mangiano. I partecipanti spesso si portano a casa un tizzone ancora acceso del falò e ne conservano poi le ceneri, come portafortuna e protezione da disagi e problemi per il resto dell’anno.

La mattina del giorno dopo, la festa esplode in un carnevale di colori, giochi, danze e canti. Le persone invadono le strade nei villaggi e nelle città, il sistema delle caste cade e tutti sono uguali: ricchi, poveri, uomini, donne, residenti e stranieri. I gulal, composti di polveri colorate vengono gettati in aria e, ricadendo, coprono le teste, gli abiti e i volti delle folle. Per un breve intervallo di tempo, questi colori scacciano la monotonia, la malinconia e le difficoltà di tutti i giorni. Tra l’euforia generale, gli scherzi colorati e i getti d’acqua, i partecipanti possono gustare anche numerosi dolci sfornati per l’occasione. Tutto questo è Holi, il festival dei colori.

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