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Il tirocinio di Miriam nell’ufficio di CINI a Verona

9 Feb

Miriam sta terminando la sua esperienza di tirocinio con CINI, presso il nostro ufficio di Verona. Prima di salutarla, le abbiamo fatto qualche domanda su come siano andati questi mesi che ha passato con noi.

Grazie Miriam di aver scelto la nostra organizzazione!

Conoscevi già CINI prima della tua esperienza di tirocinio?

Non conoscevo CINI prima di avere l’occasione di intraprendere qui il mio tirocinio. Inizialmente ero piuttosto disorientata su quale potesse essere l’ambito migliore in cui mettere alla prova quanto fino a quel momento appreso tramite i corsi universitari ma ciò di cui ero alla ricerca era soprattutto un contesto che mi permettesse di capire cosa significhi realmente essere parte di una ONG. Così, non appena mi sono imbattuta nell’offerta di tirocinio presso CINI, ho inteso in quale ambito l’organizzazione operi e quale missione persegua, non ho più avuto dubbi.

Come hai trovato le informazioni riguardanti le modalità per attivare il tuo tirocinio?

Ho trovato l’offerta di tirocinio tramite l’apposito portale (Career service) del mio Ateneo. Qui CINI proponeva tre offerte di tirocinio: una in progettazione, una in comunicazione e una in fundraising. Dopo aver posto la mia candidatura per l’offerta in progettazione direttamente tramite il portale, ho contatto CINI via mail (all’indirizzo info@ciniitalia.org) per inviare il mio CV. Dopo poche ore ho ricevuto una chiamata da parte di Cecilia per avere maggiori informazioni riguardo la mia disponibilità e i miei orari, riscontrando una grande flessibilità dell’organizzazione per conciliare al meglio l’esperienza di tirocinio con i miei impegni personali. Successivamente sono stata selezionata!
Avendo già ottenuto un attestato relativo al Corso di formazione generale in materia di salute e sicurezza sul lavoro, CINI si è attivata per stipulare la convenzione con l’Università, documento che stabilisce un rapporto di collaborazione tramite cui l’ente ha potuto ospitarmi. Dopo aver ricevuto la conferma dell’attivazione della convenzione, ho potuto redigere il progetto formativo, riportante le modalità di svolgimento del tirocinio. In questo documento è di particolare importanza riportare la durata del tirocinio in modo che la copertura assicurativa per la responsabilità civile conto terzi e per gli infortuni sul lavoro presso l’Inail fosse a carico dell’Università per il tempo indicato.

È stato facile organizzare questo impegno con lo studio?

Sì. Sin dal primo contatto che ho avuto con Cecilia ho avuto l’impressione che le operatrici di CINI fossero molto disponibili, flessibili e attente alle mie esigenze e ne ho avuto subito la conferma. Infatti sono riuscita a conciliare non solo lo studio e il tirocinio ma anche i miei impegni personali, tra cui un lavoro nel pomeriggio in quanto babysitter.

Quali erano le tue aspettative nei confronti di questa esperienza?

Prima di entrare direttamente in contatto con CINI, mi aspettavo che questa esperienza mi permettesse di capire cosa sia davvero una ONG, come l’organizzazione operi per perseguire i suoi fini, quali siano i suoi progetti e cosa essi comportino dal punto di vista organizzativo, pratico ed operativo, ovvero come un ente, seppur di piccole dimensioni, possa contribuire a cambiare il contesto di grande povertà presente a Calcutta. E così è stato.

Che cosa hai fatto in queste settimane di tirocinio? E cosa senti di aver imparato?

Durante la mia prima settimana di tirocinio ho avuto la possibilità di contribuire alla preparazione del materiale necessario a portare l’operato di CINI al Teatro Camploy di Verona. Qui, in occasione del 25 novembre, si è tenuto lo spettacolo “Sognatrici”, il cui ricavato è stato donato alle mamme e ai bambini vulnerabili in India. Nelle settimane successive ho dato il mio apporto ai passaggi necessari all’elaborazione dei progetti “Adotta una mamma” e “Adotta un bambino”. Nello specifico ho avuto l’occasione di mettermi alla prova con alcuni strumenti di progettazione grafica e di comunicazione che CINI utilizza per rimanere in contatto con i diversi sostenitori. Inoltre, ho potuto testare il mio inglese traducendo la redazione di una nuova proposta di progetto che, in questo caso, non si rivolge a sostenitori privati ma prevede un partenariato. Oltre a ciò ho avuto l’opportunità di assistere ad una riunione di analisi di fine anno dell’attività di CINI nei suoi diversi social media, occasione molto interessante anche per scoprire quanto lavoro si nasconda dietro a quello che agli utenti può sembrare un semplice post.

Perché uno studente o una studentessa dovrebbero fare il tirocinio a CINI?

Uno studente o una studentessa dovrebbe fare qui il suo tirocinio perché CINI mette al primo posto la disponibilità e la formazione di chi vi opera, conciliando l’illustrazione dei progetti che l’organizzazione porta avanti direttamente con ciò che questi richiedono nella pratica e coinvolgendo lo studente in tutta la sua attività. Quando Monica, una delle prime mattine che ero qui, mi chiese cosa volessi imparare attraverso questo tirocinio rimasi quasi stupita da questa richiesta: dopo aver ascoltato diverse esperienze di ragazzi che durante il tirocinio erano stati “sfruttati” o avevano imparato solo “a fare fotocopie” mi resi davvero conto del fatto che CINI dia la priorità a quello che lo studente vuole apprendere attraverso questa esperienza piuttosto che alle necessità o alle urgenze dell’ente. E questo è solo quanto riguarda l’aspetto prettamente formativo.
Presso CINI infatti il tirocinante troverà uno staff molto accogliente, gentile, disponibile e sempre pronto a dedicare il proprio tempo allo studente per conoscere la sua persona e le sue aspirazioni, oltre che a contribuire alle sue ambizioni anche attraverso preziosi consigli e raccontando la propria esperienza.

Se anche tu sei interessato/a a fare un’esperienza di tirocinio con CINI, trovi tutte le informazioni a questa pagina.

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