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Stop al matrimonio precoce in India: la storia di Dalia

24 Feb

Dalia ha 14 anni e vive vicino alla stazione di Guthiari Shariff, nella zona sud della megalopoli di Calcutta. Prima di 3 fratelli, Dalia passa le sue giornate a bighellonare tra i binari. Sua mamma lavora come domestica presso una famiglia ricca di Calcutta, a circa 2 ore di distanza dalla loro casa. Suo papà, invece, non ha un impiego fisso, ma svolge lavoretti giornalieri. I soldi che guadagna spesso finiscono in alcool. Così, la famiglia di Dalia può contare sul solo salario della mamma per le spese quotidiane. Quando i soldi non bastano, i figli vanno ad elemosinare cibo dai vicini o tra i binari della stazione.

A Dalia non è mai piaciuto andare a scuola. I suoi genitori non hanno mai dato molta importanza allo studio e così lei non si è mai impegnata davvero. A 10 anni, facendo ormai fatica a seguire le lezioni, decide di abbandonare la scuola. Oggi passa le giornate con i suoi coetanei, facendo l’elemosina o vagando senza meta.

La proposta di matrimonio precoce per Dalia

Un giorno, il papà di Dalia riceve una proposta di matrimonio per sua figlia. Cominciano così le pressioni dei genitori sulla ragazza, affinché si sposi ed esca di casa. Dalia però non vuole saperne e decide di scappare di casa. Prende un treno alla stazione e scende alla fermata di Sealdah, una delle stazioni più grandi di Calcutta e di tutto il sud-est asiatico. Qui viene intercettata dagli operatori di CINI, che monitorano la stazione per identificare i minori trafficati o più a rischio e garantire loro il diritto alla protezione.

Immediatamente, Dalia viene portata ad Amader Bari, una delle due Case Rifugio che CINI gestisce a Calcutta. Qui Dalia riceve accoglienza, assistenza medica e supporto psicologico, oltre che pasti e biancheria pulita. Venuti a conoscenza della sua storia, gli operatori di CINI rintracciano la sua famiglia e cominciano il fondamentale lavoro di sensibilizzazione dei genitori, per poter poi riportare Dalia a casa. A poco a poco, lo staff convince i genitori a rinunciare alla proposta di matrimonio e ottiene il loro impegno a non dare in sposa Dalia prima dei 18 anni.

Nelle settimane seguenti, gli operatori di CINI lavorano per riportare la ragazza a casa: aiutano i genitori ad ottenere i sussidi statali che spettano alle famiglie più povere e iscrivono Dalia a uno degli Spazi Sicuri Comunitari per l’Infanzia gestiti dalla nostra associazione nel territorio. Una volta tornata a casa, la ragazza comincia a frequentare questo centro regolarmente, dove riceve supporto educativo e si appassiona in particolar modo al karate e ai laboratori creativi. Dopo qualche tempo, gli operatori la invitano a frequentare le lezioni didattiche, la aiutano a recuperare le lacune e a ritornare tra i banchi di scuola.

Una storia a lieto fine

Oggi Dalia è iscritta alla classe VIII, frequenta le lezioni e studia con regolarità. Fa parte del Gruppo di Adolescenti che CINI ha creato nella zona. Ogni settimana, insieme alle sue coetanee, si ritrova per discutere dei problemi degli altri adolescenti della sua comunità, per trovare delle soluzioni e impegnarsi affinché a tutti vengano garantiti i diritti all’istruzione e alla protezione.

Un donatore italiano può scegliere di sostenere le Case Rifugio di CINI a Calcutta, attraverso il progetto “Rendi le notti sicure“, per garantire la protezione dell’infanzia indiana più vulnerabile. Scopri come a questa pagina.

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