La partecipazione dell’infanzia si riferisce al diritto dei bambini e degli adolescenti di essere coinvolti attivamente nelle decisioni che riguardano la loro vita, sia a livello personale che comunitario. Questo concetto è radicato nei principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia, in particolare nell’articolo 12, che riconosce il diritto dei bambini a esprimere liberamente le loro opinioni e a vederle prese in considerazione in tutti i processi decisionali che li riguardano.
Negli ultimi anni, il Governo indiano ha lavorato per promuovere la partecipazione dell’infanzia, dando avvio a programmi come la National Policy for Children (2013) e il National Plan of Action for Children (2016), che promuovono la partecipazione dei bambini nei processi decisionali che li riguardano, specialmente attraverso il loro coinvolgimento in comitati scolastici e locali. Tuttavia, molti bambini, specialmente nelle aree rurali e tra le comunità svantaggiate, continuano a essere esclusi da questi processi a causa di barriere culturali, economiche e sociali.
La situazione in India
Secondo le stime dell’UNICEF, oggi in India vivono circa 250 milioni di adolescenti tra i 10 e i 19 anni, il 20% della popolazione indiana. Rispetto ai loro coetanei di altre parti del mondo, gli adolescenti indiani, specialmente se provengono da famiglie povere, sono maggiormente esposti a rischi, come l’abbandono scolastico, il lavoro minorile, i matrimoni precoci e il traffico di minori.
In India il 36% dei bambini abbandona la scuola prima di completare il ciclo di studi elementare, mentre il tasso di abbandono degli studi nella fascia 11-18 anni è pari al 14,6% (Unified District Information System for Education Plus Report, 2020-21). Il 75% di questi bambini e adolescenti si trova in sei stati, tra cui il Bengala Occidentale, dove si trova Calcutta. Secondo Yasumasa Kimura, Rappresentante UNICEF India, il rischio è quello di avere una “generazione perduta di bambini” che non tornerà mai più a scuola. Se possibile, l’impatto è ancor più alto sulle bambine che risultano le più numerose tra le fila di chi ha abbandonato gli studi.
Per quanto riguarda la partecipazione alle decisioni che riguardano la loro vita, in molte aree rurali e tra le comunità marginalizzate, i bambini, specialmente le bambine, hanno un accesso limitato ai processi decisionali: il 58% dei bambini tra i 10 e i 17 anni afferma di non avere l’opportunità di far sentire la sua voce in questo senso (UNICEF, 2020). Questo è dovuto ad un sistema organizzativo e scolastico che non sempre promuove l’empowerment degli adolescenti e ne favorisce la partecipazione alle piattaforme a cui dovrebbero essere presenti. Da questo punto di vista persistono differenze di genere e di area geografica molto marcate, con il 40% delle ragazze che partecipa attivamente a programmi di leadership giovanile o comitati scolastici, rispetto a oltre il 60% dei ragazzi; e il 30-35% degli adolescenti nelle zone rurali che ha avuto accesso a simili opportunità, contro il 70-75% in area urbana (Ministry of Women and Child Development, 2019).


Formare, rafforzare, amplificare: l’impegno di CINI per la partecipazione dell’infanzia in India
CINI svolge un ruolo significativo nel promuovere la partecipazione dell’infanzia in India, lavorando per garantire che i bambini e gli adolescenti possano esprimere le loro opinioni, partecipare alle decisioni che riguardano le loro vite e contribuire attivamente allo sviluppo delle loro comunità. Per il suo lavoro, CINI è stato riconosciuto dalle Nazioni Unite come una delle organizzazioni più impegnate su questo tema a livello globale ed è stato inserito nella mappa redatta dalla Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU per la violenza contro i bambini, la più alta carica mondiale per l’infanzia, consultabile a questa pagina.
Formare
Per favorire la partecipazione di bambini e adolescenti ai processi decisionali, lavoriamo innanzitutto per sensibilizzarli sui loro diritti e rafforzare le loro competenze di leadership e comunicazione. Nelle baraccopoli e nei villaggi dove siamo presenti, formiamo Gruppi di Bambini e Gruppi di Adolescenti, coinvolgendoli in attività e incontri regolari. Attraverso lavori di gruppo, giochi e laboratori, li informiamo sui loro diritti e sviluppiamo la loro capacità di rivendicarli di fronte agli adulti. I bambini e i ragazzi, guidati dal nostro team, scelgono ed eleggono i loro rappresentati all’interno di ogni Gruppo, i peer leader, che vengono ulteriormente sensibilizzati e formati per partecipare alle piattaforme decisionali insieme agli adulti.
Collaboriamo con moltissime scuole pubbliche, sensibilizzando gli studenti e gli insegnanti sui diritti dell’infanzia. Anche all’interno delle varie classi, i bambini e le bambine eleggono democraticamente i loro rappresentanti, che poi formano le Assemblee Scolastiche dei Bambini. Lavoriamo, quindi, per formare i membri di queste Assemblee sul loro ruolo e li supportiamo perché lo svolgano al meglio.
In parallelo, lavoriamo anche con i genitori, gli insegnanti scolastici, gli operatori dei servizi pubblici e i rappresentati degli enti di governo, affinché favoriscano la partecipazione dei minori e ascoltino le loro voci.
Rafforzare
Il sistema indiano prevede la partecipazione dell’infanzia a varie piattaforme decisionali, a livello scolastico e territoriale. Oltre alle Assemblee Scolastiche, i bambini e gli adolescenti possono, infatti, partecipare a diversi Comitati, come il Comitato per la Protezione dell’Infanzia a livello di villaggio, il Comitato di Gestione Scolastica, e altri. Tutte queste piattaforme hanno l’obiettivo di integrare il punto di vista dei minori nell’identificare le problematiche da affrontare e le soluzioni da implementare.
Per questo, CINI lavora per rafforzare i vari Comitati, formare i loro membri rispetto al loro ruolo e assicurare che funzionino correttamente.
Amplificare
Nel tempo, tra i ragazzi e le ragazze con cui abbiamo lavorato, alcuni si sono distinti per le loro capacità comunicative e di leadership: sono i nostri Changemakers. Questi adolescenti, che vivono sui marciapiedi, nelle baraccopoli o nelle aree più vulnerabili di Calcutta, stanno contribuendo a cambiare le loro comunità, impegnandosi in prima persona per migliorare le vite dei loro coetanei. Sono, infatti, capaci di far sentire la loro voce di fronte ai leader mondiali, ma anche di sensibilizzare i loro amici casa per casa, strada per strada, con l’obiettivo di realizzare i diritti di ogni bambino e bambina.
Tra loro, ci sono Ishika, Danish, Bedh, Tanisha.
Ad ottobre del 2022, Ishika, una ragazza di 16 anni che vive su uno dei tantissimi marciapiedi della megalopoli di Calcutta, e Danish, un ragazzo sordo che vive in una delle baraccopoli della città, hanno presentato l’impatto che il cambiamento climatico ha sui bambini di strada durante l’incontro dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Come loro, anche Bedh e Tanisha, altri due ragazzi di strada supportati da CINI, hanno parlato di violenza contro i bambini di strada e di cura della salute mentale degli adolescenti durante la pandemia di COVID 19 alla Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite.
In questo senso, CINI lavora per amplificare le voci dei bambini e delle bambine più vulnerabili dell’India, affinché giungano fino ai più potenti del mondo e possano cambiare in meglio il loro futuro e quello delle loro comunità.
