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Sono sostenitrice dell’Associazione dal lontano 1995, quando ho iniziato ad attivare i primi
progetti di sostegno a distanza a favore delle mamme e dei loro futuri bambini in zone povere
e altamente disagiate dell’India, ripromettendomi però di contribuire più fattivamente
quando sarei andata in pensione. E così è stato, dal 2002 infatti ho iniziato a sostenere in
prima persona le attività in Italia in qualità di tesoriere.

Nella mia vita ho avuto la fortuna di poter viaggiare e di poter visitare molte parti del mondo,
ma il paese che mi è rimasto nel cuore è l’India, tanto che io la definisco “la mia India”.
Spesso mi chiedo perché sono rimasta a CINI, forse per l’India? Perché credo nell’attività di
CINI a favore di donne e bambini in situazione di grave disagio? Perché è un’associazione
seria che lavora bene e onestamente? Per tutte queste cose messe insieme.

Sono stata a Calcutta diverse volte e sempre mi ha colpito la grande povertà, ma allo stesso
tempo anche la grande dignità delle persone, la bellezza delle donne e il sorriso dei bambini.
Credo in CINI perché ho visto con i miei occhi come opera nella caotica Calcutta con i bambini,
e nei villaggi malsani del delta del Gange con le donne.
In quanto tesoriera trasferisco personalmente i contributi che provengono dalle donazioni
dei sostenitori italiani, e da questa prospettiva ho una chiara visione della loro destinazione e
del loro impiego. Come dimostra il bilancio, che pubblichiamo annualmente sul nostro sito, vi
posso assicurare che i fondi vengono utilizzati in maniera ottimale, e che i costi amministrativi
sono davvero minimi.

È per tutte queste motivazioni, l’amore per l’India, la fiducia in un’associazione in cui sono
coinvolta personalmente e che amo, che mi impegno per supportare CINI come posso, con
le competenze amministrative acquisite durante una vita di lavoro e con la passione di chi
crede nell’Associazione in cui opera, una fiducia che si rinnova giorno per giorno da 16 lunghi
anni.