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Il Right to Education Bill del 2009 è una legge storica che garantisce il diritto all’istruzione gratuita e obbligatoria per i bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni in India. Questa legge ha rappresentato un fondamentale passo in avanti, mirando a migliorare l’accesso all’istruzione di qualità e a ridurre le disuguaglianze nel sistema educativo indiano. La sua implementazione ha portato ad un aumento significativo dei tassi di iscrizione nelle scuole primarie.

Tuttavia, ci sono ancora sfide legate alla qualità dell’istruzione, alla disparità di accesso e ai risultati degli studenti che devono essere affrontare, per garantire che tutti i bambini ricevano un’istruzione di qualità e possano realizzare il loro potenziale.

La situazione in India

La situazione dell’istruzione in India oggi è caratterizzata da progressi significativi, ma anche da sfide persistenti. Infatti, nonostante i risultati positivi raggiunti dal Right to Education Bill relativi al tasso di iscrizione, secondo i dati dell’Annual Status of Education Report (ASER) del 2021, sono quasi 7 milioni i bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni che non frequentano la scuola. Tra coloro che la frequentano, poi, solo il 50% degli studenti della classe V ha raggiunto competenze adeguate in lettura, un dato che scende al 35% per la matematica (National Achievement Survey, 2021). Questo sondaggio ha messo in evidenza disparità significative nei risultati in base alla regione e alla condizione socio-economica dei bambini. Gli studenti delle aree rurali e quelli appartenenti a famiglie svantaggiate hanno mostrato risultati inferiori rispetto ai loro coetanei delle aree urbane e delle famiglie più agiate.

Sicuramente, ad influire negativamente in questa situazione è stata anche la pandemia di COVID-19, che ha causato la chiusura delle scuole indiane per quasi due anni, da marzo 2020 a febbraio 2022. Un altro dato preoccupante riguarda i 320.000 adolescenti (15-18 anni) che hanno abbandonato la scuola nel 2022. Le cause dell’abbandono scolastico, infatti, possono includere fattori economici, sociali e culturali, che possono portare a lavoro minorile, matrimoni precoci, abusi e sfruttamento.

Questi dati rappresentano una sfida significativa per il sistema educativo del paese, evidenziando le disparità esistenti nell’accesso all’istruzione, specialmente nelle aree rurali e tra le popolazioni svantaggiate.

Mappare, motivare, prevenire: l’impegno di CINI per il diritto all’istruzione in India

CINI lavora attivamente per promuovere il diritto all’istruzione in India, attraverso vari programmi e progetti sul campo. Crediamo, infatti, fermamente nell’istruzione non solo come mezzo per lo sviluppo del bambino ma anche come via per mantenerlo protetto da abusi e sfruttamento. Ci rivolgiamo ai bambini e alle bambine delle comunità marginali, che non hanno accesso all’istruzione a causa delle barriere imposte dalla tradizione o dalla società, come la casta, la povertà o il sesso.

Mappare

Ci sforziamo di identificare i bambini che hanno abbandonato la scuola o rischiano di abbandonarla. Lo facciamo andando casa per casa e in collaborazione con le autorità scolastiche e gli insegnanti, i comitati locali, le famiglie, le istituzioni e i bambini stessi, per individuare i bambini più vulnerabili. Ci occupiamo di iscriverli a scuola e di supportarli dal punto di vista didattico ed educativo all’interno dei nostri Centri per l’Apprendimento, luoghi aperti in spazi messi a disposizione dalle comunità stesse, nei villaggi e nelle baraccopoli.

Attraverso la mappatura e il coinvolgimento della comunità, sensibilizziamo i suoi membri e ci assicuriamo che continuino a monitorare la situazione dei bambini e delle bambine, affinché proseguano gli studi.

Motivare

Prima e dopo il reinserimento dei minori nel percorso scolastico, lavoriamo per motivare gli studenti a frequentare la scuola, a studiare, a fare del proprio meglio per costruirsi un futuro dignitoso, lontano dai pericoli della strada.
In parallelo, sensibilizziamo le famiglie affinché sostengano gli studi dei propri figli e li aiutiamo ad accedere ai programmi pubblici dedicati a sostenere l’istruzione dei bambini più poveri. Spesso, infatti, sono le condizioni economiche e socio-culturali che spingono i genitori a interrompere gli studi dei figli, per mandarli a lavorare, e delle figlie, per darle in sposa. Aiutandoli ad accedere a sussidi economici e a comprendere l’importanza dell’istruzione per i loro figli, incoraggiamo la loro partecipazione nel percorso scolastico dei bambini e delle bambine.

Lavoriamo anche per motivare gli insegnanti delle scuole pubbliche e, in senso più ampio, per trasformare il sistema scolastico. Promuoviamo progetti volti a creare Scuole Amiche dei Bambini (Child Friendly Schools), coinvolgendo le autorità in un percorso che renda l’ambiente scolastico più a misura di bambino, sia dal punto di vista delle infrastrutture che da quello delle metodologie didattiche adottate. Ci impegniamo, infatti, a formare insegnanti e operatori scolastici, su metodi di insegnamento innovativi e pratiche educative inclusive, ma allo stesso tempo a mobilitare risorse per migliorare le infrastrutture, ad esempio costruendo bagni separati per le ragazze.

Prevenire

Per evitare l’abbandono della scuola, offriamo supporto educativo nei Centri per l’Apprendimento, aperti nei villaggi più remoti e nelle baraccopoli più marginali, a bambini e ragazzi dai 3 ai 18 anni. I nostri Centri sono in funzione prima o dopo l’orario scolastico e mirano ad aiutare i bambini e i ragazzi più vulnerabili nello studio con input didattici personalizzati. Dal momento che i nostri studenti provengono da situazioni familiari complesse, molto spesso sono studenti di prima generazione, hanno difficoltà a studiare e concentrarsi, gli insegnanti dei Centri adottano tecniche di insegnamento informali e coinvolgenti, per catturare la loro attenzione e aiutarli ad imparare.

Nei nostri Centri, i bambini e le bambine possono studiare, divertirsi, socializzare con i loro coetanei. Spesso vengono coinvolti in laboratori ed attività creative e sportive, che li motivano a continuare a frequentare il Centro e a studiare. Imparano quali sono i loro diritti e come rivendicarli di fronte agli adulti, facendo sentire la loro voce.

Mantenere impegnati nello studio questi bambini e ragazzi assicura che stiano lontani dai pericoli della strada, evitando che diventino vittime di traffico di minori, matrimoni precoci o forme di lavoro minorile. La scuola è la via maestra per farli crescere protetti e dar loro la possibilità di costruirsi un futuro migliore.