L’India ha la più grande popolazione di bambini e bambine in tutto il mondo, ma anche alcuni dei tassi più alti di bambini vittime di lavoro minorile o matrimonio precoce. Negli ultimi anni, il Governo indiano ha adottato alcune leggi, come il Juvenile Justice Act, e programmi, come l’Integrated Child Protection Scheme (ICPS), per migliorare la situazione dell’infanzia in India e proteggere i suoi diritti. Tuttavia, la loro applicazione rimane ancora inadeguata.
Oggi, quindi, sono ancora molte le sfide da affrontare per garantire a tutti i bambini e le bambine indiani un ambiente protetto e stimolante dove poter crescere e imparare.
La situazione in India
Il lavoro minorile in India è una piaga che colpisce milioni di bambini: sebbene il numero preciso non sia noto, le stime variano dai 10,1 milioni stimati dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro nel 2020, ai 12,6 indicati dal Governo indiano, ai 70-80 milioni stimati dalle organizzazioni della società civile. Qualsiasi sia il numero esatto, è certo che l’India detiene una delle percentuali più elevate di bambini lavoratori tra i paesi del Sud e Sud-Est asiatico. Generalmente, questi bambini hanno alle spalle famiglie in forti difficoltà economica che li mandano a lavorare per contribuire al reddito familiare, finendo impiegati in settori quali l’agricoltura, l’edilizia, i lavori domestici e le industrie informali. Il lavoro minorile ha gravi conseguenze sulla salute, sull’istruzione e sul benessere psicologico dei bambini, limitando le loro opportunità future e perpetuando il ciclo della povertà .
Secondo il National Crime Records Bureau (NCRB) del 2021, poi, ogni giorno in India circa 8 bambini cadono vittime del traffico minorile e vengono sfruttati dal punto di vista sessuale o nel mercato del lavoro, ma il numero potrebbe essere molto più alto a causa della natura sommersa del fenomeno. Ad essere particolarmente vulnerabili sono i bambini provenienti da famiglie povere, comunità emarginate e aree rurali, le cui famiglie vengono spesso ingannate con false promesse di lavoro, istruzione o una vita migliore. Il fenomeno è è particolarmente diffuso negli stati del Bengala Occidentale, Bihar, Jharkhand, Assam e Uttar Pradesh.
Anche il matrimonio infantile è tristemente diffuso in India: secondo i dati del National Family Health Survey (NFHS) 2019-2021, circa il 23% delle donne tra i 20 e i 24 anni si sono sposate prima dei 18 anni. Nelle aree rurali, questo tasso arriva al 31%, evidenziando forti disparità tra le regioni del paese. Il matrimonio precoce ha gravi implicazioni per la salute, l’istruzione e il benessere delle ragazze. Le spose bambine hanno maggiori probabilità di abbandonare la scuola, subire violenza domestica, e affrontare complicazioni durante la gravidanza e il parto. Anche i tassi di mortalità materna e infantile sono più alti tra le giovani madri.


Prevenire, proteggere, reintegrare: l’impegno di CINI per la protezione dell’infanzia in India
CINI comincia a lavorare nel campo della protezione dell’infanzia in India alla fine degli anni ’80, quando il fenomeno dei bambini di strada stava aumentando esponenzialmente a Calcutta e in altre aree del paese. Per contrastare il lavoro minorile, il matrimonio infantile e il traffico di minori, CINI adotta un approccio preventivo, lavorando per evitare che i bambini diventino vittime di queste forme di violenza e agendo alla radice del problema. Tuttavia, quando il nostro intervento arriva posteriormente ad abusi e violenze, ci impegniamo per sostenere il minore, reinserirlo se possibile nella sua famiglia e comunità e assicurare il suo benessere.
Prevenire
Nelle baraccopoli, nei quartieri a luci rosse, nei villaggi e nelle aree più vulnerabili dove siamo presenti, coinvolgiamo i genitori, i membri delle comunità , gli enti locali, gli operatori dei servizi pubblici, gli insegnanti, la polizia, la magistratura e gli altri stakeholder fondamentali, nella creazione di reti comunitarie di protezione dell’infanzia. Lo facciamo sensibilizzando gli adulti su temi quali le punizioni corporali, gli effetti negativi del matrimonio precoce e del lavoro minorile, l’importanza dell’istruzione, e mobilitando i Gruppi di Donne e i Gruppi di Bambini, affinché a loro volta sensibilizzino le loro comunità su questi temi. Attraverso la Mappa delle Risorse Sociali e i registri per la protezione dei bambini, aiutiamo i membri delle comunità a identificare i casi dei minori a rischio, le loro vulnerabilità e le soluzioni per affrontarle.
Collaboriamo con le istituzioni e i servizi pubblici, formandoli e rafforzando le loro competenze, perché siano in grado di offrire supporto adeguato all’infanzia a rischio. Mettiamo in collegamento i bambini con i servizi a loro preposti, facilitando la presa in carico dei casi vulnerabili. Attiviamo le comunità , affinché siano loro stesse a chiedere ai loro rappresentanti di investire risorse economiche e non per proteggere i minori e costruire Comunità Amiche dei Bambini (Child Friendly Communities).
Proteggere
In collaborazione con il Governo e la polizia, effettuiamo operazioni di salvataggio all’interno delle stazioni, delle baraccopoli e delle aree a luci rosse per trarre in salvo bambini e bambine in difficoltà . A loro, offriamo accoglienza e supporto nelle nostre due Case Rifugio di Calcutta: Amader Bari per le bambine e Hamara Ghar per i bambini. Qui, i piccoli ospiti possono trovare un pasto caldo, un letto e supporto psicologico per guarire dai traumi. Ogni giorno, vengono coinvolti in attività educative, in laboratori creativi, giochi e attività all’aria aperta, perché possano tornare a godere della loro infanzia.
Nei luoghi più a rischio di Calcutta, offriamo rifugi temporanei ai minori che hanno bisogno di una protezione speciale. Qui, mettiamo a loro disposizione assistenza sanitaria e nutrizionale, supporto psicologico ed educativo, e se necessario un posto dove passare la notte, affinché i bambini e le bambine qui accolti siano protetti.
Reintegrare
Tutti gli sforzi di CINI sono volti a reintegrare i minori soccorsi nelle loro famiglie e comunità , ove possibile. Per fare questo, i nostri operatori ricostruiscono la storia del bambino, individuano la famiglia d’origine e le offrono poi supporto per riaccogliere il figlio in casa. In collaborazione con le autorità , realizziamo operazioni di ricongiungimento familiare, anche in altri Stati dell’India o in Paesi diversi, come il Bangladesh. Nei due anni successivi, poi, il nostro staff monitora la situazione del bambino, assicurandosi che non si trovi di nuovo nella situazione che l’ha portato lontano dalla famiglia.
Questo intero processo di ricongiungimento è un elemento molto innovativo, introdotto da CINI nell’ambito della protezione dell’infanzia in India, che ha permesso di riportare migliaia di bambini e bambine alle loro famiglie. Crediamo, infatti, che la famiglia sia il miglior posto in cui crescere per un bambino e lavoriamo affinché ogni famiglia possa essere un ambiente sicuro e stimolante per i suoi figli.
Per approfondire: la politica di tutela dell’infanzia di CINI.
