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Nel contesto odierno, segnato da crisi ambientali, sociali ed economiche di dimensioni sempre più globali, le aziende sono partner fondamentali nella ricerca e messa in campo di risposte efficaci a queste sfide complesse. Ne abbiamo parlato con Nicola Giambonini, responsabile del progetto AITI4Welfare dell’Associazione Industrie Ticinesi (AITI), organizzazione che riunisce imprese del Canton Ticino appartenenti a tutti i rami industriali.

Ne è nata una bella chiacchierata, che ha toccato temi importanti che ruotano attorno a parole come welfare aziendale, Responsabilità Sociale d’Impresa, criteri ESG e Governance d’impresa. Buona lettura!

Per sapere come CINI può aiutarti a perseguire i tuoi obiettivi di Welfare aziendale e Responsabilità Sociale d’Impresa, visita la pagina dedicata.

Da dove nasce l’idea di condividere con le aziende aderenti all’Associazione Industrie Ticinesi (AITI) l’opera di CINI, attraverso la sua neonata consorella CINI Switzerland, nella piattaforma AITI4Welfare?

AITI promuove prima di tutto la responsabilità sociale d’impresa, il welfare è naturalmente parte di questo importante messaggio.

Siamo convinti che la CSR (Corporate Social Responsibility) sia oramai un vero fattore strategico, che impatta sulla competitività aziendale. Per questo motivo abbiamo sviluppato misure e strumenti concreti che possano aiutare le imprese ad affrontare un cambiamento che ha tutti gli elementi per essere considerato prioritario dalle imprese. La pressione crescente delle normative, sempre più stringenti a livello nazionale ed internazionale, sta producendo una forte accelerazione a questo fenomeno. Abbiamo contatti con un numero crescente di imprese che si sentono porre (o imporre) condizioni da parte dei loro clienti. Contratti che le obbligano a dare riscontro sulle proprie azioni in materia di sostenibilità ambientale e sociale.

Per tutti questi motivi riteniamo di assolvere al nostro compito di servizio alle imprese e all’economia creando rete con partners affidabili, per la promozione di progetti sociali e di integrazione con il territorio. Riteniamo che CINI Switzerland sia uno di questi e vogliamo contribuire a far si che questo riferimento sia conosciuto sul territorio della Svizzera italiana.

Il supporto dato ai progetti di CINI può aiutare l’azienda nel creare un ambiente lavorativo più coinvolgente e stimolante perseguendo al contempo il benessere collettivo delle proprie persone?

Ne siamo assolutamente convinti. Lavorare per un’azienda che partecipa e sostiene progetti che mirano ad una società rispettosa dei diritti dei bambini e che lavora per creare le migliori condizioni per il loro sviluppo fisico e psicologico, è un grande generatore di valore e di valori, di identificazione con la propria azienda ed in grado di creare senso sociale. Dimensione quest’ultima che sembra essere una necessità sempre più emergente, soprattutto nelle nuove generazioni.

Sappiamo anche che queste iniziative non possono rimanere uniche ed isolate. Per assumere forza e creare vero valore esse devono essere la parte più visibile di una vera integrazione dei principi della CSR nella Governance d’impresa.

Più in generale, il coinvolgimento di enti del terzo settore nelle azioni di welfare aziendale e di responsabilità sociale di impresa (CSR – Corporate Social Responsibility) può essere una scelta efficace all’interno delle strategie aziendali?

Le imprese stanno mettendo in campo azioni di CSR. Il sistema finanziario sta imponendo il proprio modello per la valutazione del grado di sostenibilità delle imprese basato su criteri ESG.

La parte E (Environmental – Ambientale) è senz’altro quella che è stata percepita prima dalle imprese, che stanno mettendo in campo misure ambientali per potersi presentare con prodotti e processi sostenibili. La parte S (Social – Sociale) è invece quella meno sviluppata e che si fonda maggiormente su aspetti soggettivi ed emotivi che, per loro natura, sono meno misurabili. Ebbene da questo punto di vista riteniamo che ci siano ancora delle sfide da affrontare. Infine abbiamo la G (Governance – Governo) che chiede alle imprese di rendere espliciti i principi che guidano l’impresa.

Per le imprese il coinvolgimento del terzo settore può essere inizialmente una risposta alle crescenti aspettative che viene loro rivolto dall’opinione pubblica e da diverse prospettive da tutti i loro Stakeholders. Bello vedere come le imprese che hanno fatto questo passo diventano poi convinte sostenitrici di progetti a finalità sociale. Le storie e le emozioni che queste collaborazioni possono suscitare nei collaboratori di un’azienda diventano elemento di coesione e di creazione di cultura che porta benefici tangibili anche nel core business aziendale, contribuendo a dare ulteriore senso agli obiettivi classici di efficienza e redditività.

Nei prossimi anni, rispetto ai cambiamenti che stanno avvenendo nel mondo aziendale, come vede AITI collaborazioni di questo tipo?

La velocità dei cambiamenti a seguito del continuo mutare della situazione sociale, ambientale, tecnologica ed economica, rende difficile rispondere con certezza a questa domanda. Occorre realisticamente prendere atto che le pressioni alle quali sono sottoposte le imprese a seguito di pandemia, guerra, inflazione, difficoltà di reperimento di materie prime, mette in lista d’attesa qualsiasi progetto aziendale che non sia una risposta a queste emergenze. L’attuale situazione in Palestina è per esempio una paurosa minaccia all’ordine mondiale che non può che aggravare l’incertezza ed i rischi ai quali sono sottoposte le aziende.

Tutte le attività aziendali possono avere maggiore successo se debitamente pianificate e studiate, i progetti a matrice sociale non sfuggono a questa logica, anzi direi che vanno studiati e preparati ancora meglio poiché coinvolgono persone che quasi sempre vivono disagi e sofferenze.

L’incertezza non è amica dell’economia, al contrario tende a paralizzarla. Per questa ragione direi che non è un momento favorevole per promuovere la collaborazione fra il mondo dell’economia e il terzo settore. Bisogna però continuare a seminare e a coinvolgere perché, oltre ad essere un fattore di coesione sociale e di costruzione di reputazione, la collaborazione fra imprese e terzo settore è qualcosa che ci piace immaginare alla vigilia di una grande espansione.