Durante l’ottantesima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, i changemaker di CINI hanno avuto nuovamente l”opportunità di esprimersi su quanto è per loro più importante: la protezione dell’infanzia.
I ragazzi sono intervenuti davanti al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, l’organismo internazionale di riferimento che di recente ha modificato le proprie procedure di controllo coinvolgendo anche figure indipendenti alle quali ha affidato il compito di monitorare e indagare specifiche tematiche.
L’incontro, avvenuto il 14 ottobre 2025, è stato organizzato in forma ibrida, cioè in presenza e con collegamenti da remoto e il tema è stato la situazione dei bambini di strada, affrontando in particolare la questione dello sfruttamento minorile. L’evento ha coinvolto tra gli altri la rete globale Consortium for Street Children (CSC) e le ONG Grambangla Unnayan Committee e Bahay Tuluyan.

Gli interventi dei changemaker CINI al Consiglio dei Diritti Umani
Durante la sessione del Consiglio, è stato presentato un rapporto dettagliato dedicato allo sfruttamento dei bambini di strada da cui è emersa l’importanza di un nuovo approccio: è essenziale mettere il minore al centro e promuoverne la partecipazione attiva per scardinare in modo più efficace le dinamiche di abuso e violenza.
Questo è perfettamente in linea con il Metodo che CINI adotta sin dall’inizio, un sistema che coinvolge attivamente bambini e bambine per renderli attori consapevoli e attivi nei processi che li riguardano e che sostengono il cambiamento.
Ecco quindi che i changemaker sono tornati in questa occasione ad essere protagonisti! Li chiamiamo changemaker e, lo ricordiamo, sono ragazzi e ragazze cresciuti sulla strada che, grazie al supporto di CINI, sono diventati portavoce della loro stessa situazione di fronte alle istituzioni. I nostri changemaker anche questa volta hanno raggiunto le Nazioni Unite.
Non è stata questa la prima occasione in cui sono stati coinvolti in un evento analogo: nell’ottobre 2022, infatti, Ishika e Danish, due dei nostri changemaker hanno partecipato ad un’altra Assemblea Generale delle Nazioni Unite facendo sentire la propria voce.
L’incontro più recente ha permesso ad altri giovani di condividere pubblicamente le proprie esperienze e di far cogliere l’urgenza e la necessità di intervenire sulla protezione dell’infanzia. Raccontare con la propria voce la situazione di pericolo della vita di strada offre uno strumento estremamente potente per sollecitare l’intervento delle istituzioni a garanzia della tutela dei minori.
L’impegno di CINI nella partecipazione dell’infanzia è il cuore del nostro Metodo
Il modello di sviluppo partecipativo al quale guarda CINI punta al coinvolgimento diretto anche dei più giovani, oltre che delle donne più vulnerabili. In questa prospettiva, diventa perciò necessario che proprio i primi titolari dei diritti dell’infanzia si impegnino a difenderli di fronte ai responsabili dei doveri, partendo dai governanti e arrivando fino alle istituzioni internazionali come le Nazioni Unite.
Il Metodo CINI consiste proprio in questo ed è in virtù di questo approccio che è stato oggetto di studio da parte dell’Università di Harvard. Promuovere e incentivare il cambiamento aumentando la consapevolezza e quindi la partecipazione dei più fragili e vulnerabili è un passo fondamentale per costruire un percorso stabile e duraturo che possa combattere povertà e marginalità.
Siamo davvero orgogliosi di condividere questo risultato ottenuto ancora dai changemaker di CINI!
Il teatro nel quale hanno fatto sentire la loro voce è sicuramente prestigioso ma l’importanza maggiore è data proprio dalla risonanza che un contesto come quello del Consiglio delle Nazioni Unite può avere. L’obiettivo, infatti, è attivare e sviluppare forme di intervento per raggiungere un cambiamento reale.